Quando la bici incontra l’arte, nascono capolavori su due ruote | Selle Royal

Quando la bici incontra l’arte, nascono capolavori su due ruote

Bike Culture & Tips
Quando la bici incontra l’arte, nascono capolavori su due ruote
Agosto 2017

C’è chi adopera la bicicletta per spostarsi più velocemente in città, chi per assaporare al meglio la vita all’aria aperta, chi per contribuire a diminuire l’inquinamento e chi perché pensa sia un ottimo modo per mantenersi in forma facilmente. Ma c’è anche chi ne approfitta per scoprire un nuovo modo di vivere l’arte e la cultura, lasciandosi affascinare dal viaggio oltre che dalla destinazione.
Gli abitanti di Amsterdam, ad esempio, possono attraversare il loro più importante museo direttamente in bicicletta!
I lavori di ristrutturazione del Rijksmuseum, iniziati nel 2003 e completati dieci anni dopo, hanno infatti accontentato le richieste dei cittadini della capitale olandese, da sempre grandissimi amanti delle due ruote, sistemando e migliorando il passaggio che permette loro di continuare a pedalare circondati dalle sale del museo. Gli architetti hanno infatti deciso di lasciare intatto il passaggio ciclabile e di arricchirlo di grandi vetrate che inondano i ciclisti di luce mentre pedalano tra le grandi arcate, a pochi metri dalle splendide opere di Rembrandt e Vermeer.

Un percorso letteralmente “attraverso” l’arte, pedalando su un veicolo che è egli stesso opera dell’ingegno umano unito alla pura creatività. Un mezzo che, nel corso dei secoli, ha saputo rinnovarsi e perfezionarsi mantenendo la propria forte personalità e che, proprio in un museo, festeggia quest’anno una ricorrenza importante: la nascita della draisina, primo prototipo di bicicletta creato dal funzionario forestale ed inventore tedesco, il barone Karl Von Drais nel 1817.
Nei dintorni di Basilea, a Lorrach, il Dreiländermuseum  ospita fino al 17 settembre una mostra che parte dall’invenzione della prima primitiva bici senza pedali per arrivare, lungo la storia dell’evoluzione di questo straordinario mezzo di trasporto, fino alle contemporanee e-bike. Veicolo di legno, formato da due ruote di otto raggi ciascuna e da un manubrio che serviva per direzionarlo, la draisina si muoveva grazie alla semplice spinta dei piedi sul terreno. Nel suo primo “lungo” percorso dimostrativo, il suo inventore compì la bellezza di 28 chilometri, nell’andata e ritorno tra le città tedesche di Mannheim e Schwetzingen.

E perché dunque, per celebrare degnamente questo importante traguardo, non salire in sella e ripercorrere quel primo viaggio? Partendo dalla grande piazza centrale di Mannheim, dove svetta la famosa Torre dell’acqua, si può raggiungere in bici lo spettacolare castello barocco-rinascimentale di Schwetzingen con il suo meraviglioso ed enorme giardino.
Proprio come fece il barone Von Drais, vale infine la pena fare ritorno verso Mannheim per partecipare ai molti eventi che la cittadina dedica al bicentenario della bicicletta; il 16 settembre nel cortile del Mannheimer Schloss, il castello settecentesco sede dell’Università, si potrà assistere a festeggiamenti fatti di musica, teatro e spettacoli di luce.

Ripensando agli enormi progressi che la prima bicicletta ha compiuto dal 1817 in poi, non si può che considerare veri e propri artisti tutti coloro che, con ingegno e creatività, hanno contribuito a perfezionare ogni aspetto della pedalata migliorando il comfort, la velocità e la sicurezza.

L’invenzione dei pedali o la trasmissione a catena, le gomme o la sella, le marce o la pedalata assistita? Quale delle tante migliorie è quella che ha reso questo veicolo così speciale per voi?

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