Quando la bici rivoluziona la mobilità, la tecnologia e l’urbanistica incontrano le esigenze dei cicloamatori | Selle Royal

Quando la bici rivoluziona la mobilità, la tecnologia e l’urbanistica incontrano le esigenze dei cicloamatori

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Quando la bici rivoluziona la mobilità, la tecnologia e l’urbanistica incontrano le esigenze dei cicloamatori
Ottobre 2017

La straordinaria crescita del mercato delle biciclette in tutto il mondo ha avuto un duplice merito: ha riacceso l’interesse verso un mezzo economico, ecologico e salutare, e contemporaneamente ha stimolato molti produttori di bici ed accessori a sviluppare tecnologie in grado di rendere la pedalata sempre più conveniente e piacevole. Telai estremamente leggeri, applicazioni per smartphone che valutano velocità, chilometri percorsi e calorie bruciate, selle realizzate con gel e schiume che ammortizzano gli urti e rendono confortevoli anche i lunghi viaggi: sono solo alcuni degli sviluppi che la tecnologia ha indirizzato verso il benessere su due ruote. Ma progetti ed idee innovative stanno crescendo anche nelle infrastrutture e nei servizi destinati ai cicloamatori in molte parti del mondo.

Nella città di Tokyo ad esempio è stata trovata una soluzione innovativa per il problema del parcheggio; sempre più spesso infatti diventa difficile, per chi sceglie di muoversi su due ruote, trovare un posto sicuro dove lasciare la propria bici con la certezza di ritrovarla al ritorno.

I nipponici hanno progettato e realizzato un parcheggio verticale che scende per undici metri sottoterra e può contenere fino a 200 biciclette. Ciò che in superficie rimane visibile è soltanto una cabina, all’interno della quale viene poggiato il mezzo prima che un braccio robotico agganci la bicicletta e la trascini sotto terra, dove viene sistemata in un spazio dedicato.

Chi usa la bicicletta come mezzo per gli spostamenti quotidiani può acquistare, ad un costo contenuto (poco più di 10€ al mese), una card che funge da abbonamento e usufruire così degli spazi sotterranei di uno dei 43 impianti verticali disseminati in sedici zone della capitale. Le fasi di stoccaggio e recupero della bici durano in tutto non più di 15 secondi, rendendo così non solo sicuro ma anche estremamente comodo il parcheggio.

            

L’Olanda invece, da sempre particolarmente attenta alle esigenze dei ciclisti, ha sfruttato la tecnologia della stampa 3D per realizzare il primo ponte dedicato esclusivamente a ciclisti e pedoni. In soli tre mesi, nella città di Gemer, è stata creata una passerella di otto metri di lunghezza che attraversa un canale, costituita da 800 strati di cemento realizzati da una stampante 3D. Si tratta del primo caso di infrastruttura dedicata alla viabilità urbana costruita in una modalità così innovativa e, nonostante questo, i vantaggi per la comunità si sono già fatti sentire: il cemento distribuito da una stampante 3D rende la lavorazione senza dubbio più veloce, poiché non necessitano strutture ausiliarie a sostegno della costruzione; più ecologica, dal momento che non ci sono sprechi di materiale; più personalizzata poiché non esistono limiti alle forme che si possono creare.

La tecnologia applicata ai servizi ha anche reso molto più semplice scegliere la bici anche senza possederla. Il bike sharing, da molto tempo in uso nelle città di tutto il mondo, è stato reso ancora più pratico e facilmente accessibile grazie ad un servizio, inventato da una società cinese, molto simile a ciò che Uber è per i taxi. L’azienda di Pechino ha legato in giro per le città migliaia di biciclette gialle ed ha sviluppato un’app che permette di sbloccarle e renderle utilizzabili al costo di pochi centesimi. Utilizzato principalmente dagli universitari, questo servizio è estremamente semplice: è sufficiente passare il proprio smartphone sul codice a barre della bici per scansionarlo e poter usare il mezzo.

Il sistema va senza dubbio migliorato nei dettagli, ma allo stato attuale sta prendendo piede a livello internazionale, riportando in sella moltissime persone in città a forte indice di inquinamento. Sono già oltre 70.000 le biciclette gialle presenti in 20 città sparse per la Cina passate, in poco tempo, da qualche centinaio di migliaia di corse a quasi 300 milioni in un solo anno.

Negli ultimi mesi il fenomeno bikesharing stationless, così viene chiamato il noleggio senza postazione fissa delle biciclette, si è diffuso in tutto il mondo: dalla Cina agli Stati Uniti, passando per il Regno Unito e anche l’Italia. Da agosto 2017 infatti anche a Milano e Firenze si possono trovare queste biciclette condivise, dal design estremamente innovativo, equipaggiate con GPS e lucchetto intelligente. Un sollievo per il fisico e per il benessere ecologico.

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